L’Insegnamento / I 7 Principi Ermetici / Ritmo

Sette Principi

Sette principi"Tutto fluisce e rifluisce, tutto sale e scende, l’oscillazione del pendolo si manifesta in tutte le cose; la misura del movimento verso destra è la stessa dell’oscillazione a sinistra; il ritmo è compensazione”.

Concetti

Il Principio del Ritmo ci mostra che nell’Universo tutto si trova in costante trasformazione e movimento, e nulla resta immobile o stagnante.

Questo principio è perfettamente osservabile: nell’Universo tutto nasce per raggiungere un picco, cadere e distruggersi, completando un ciclo vitale e ricominciando daccapo. Questo avviene a tutti i livelli: persone, popoli, civiltà, pianeti…Il simbolo di questo principio è il pendolo.

Il principio del ritmo, insieme a quello della polarità, mantiene il processo della vita. La vita si muove ritmicamente tra i due poli (vita – morte) e il segreto sta nel mantenere tensione ed equilibrio tra i due. La polarità e il ritmo comandano l’organismo nei suoi processi più delicati. La malattia è rottura del ritmo, o della perturbazione della polarità, tra i sistemi che compongono il corpo.

Questo flusso e riflusso si manifesta non solo nel nostro corpo, ma anche nelle nostre emozioni, nei nostri istinti, pensieri e pure nelle diverse situazioni della vita.

La persona crea i propri stati ritmici a seconda della natura delle azioni, le quali, a forza di ripetersi, finiscono col prendere un ritmo positivo o negativo. Sono molti gli esempi, nello scorrere della vita quotidiana, frutto di ritmi creati da azioni sia incoscienti che deliberate.

Attraverso la trasmutazione mentale ci si può elevare al di sopra della oscillazione ritmica e polarizzarsi nel polo desiderato, ma questo è possibile solo attraverso l’aumento del livello di coscienza e l’esercizio della volontà.

Nel caso in cui ci si trova immersi in un ritmo negativo la tendenza naturale è quella di mantenerlo; può cambiare solo con una presa di coscienza ed esercitando la volontà per creare deliberatamente un ritmo diverso ed opposto al precedente.

Osserva e pratica

Rifletti sulle frasi e affermazioni che seguono per giungere alle tue conclusioni:

  • Ci sono periodi dell’anno, del mese, della settimana, del giorno che ti appaiono marcatamente positivi o sfortunati?
  • Quando le cose iniziano “col piede giusto”, ci sono più possibilità che abbiano esito positivo: allo stesso modo qualcosa che inizia male finisce pure male?
  • Hai osservato cosa succede quando il primo incontro con una persona non è positivo?
  • Hai problemi che ricorrono, che ti si ripresentano ogni tanto nello stesso preciso modo? 


Esercizio 1

Osserva i tuoi bioritmi:

  • La fluttuazione delle nostre energie vitali si conosce attraverso i bioritmi, e la riprova di questo principio la si ha osservandoli e studiandoli.
  • Ritmo di 24 giorni, relazionato all’attività e all’energia fisica.
  • Ritmo di 28 giorni, in relazione all’aspetto emotivo.
  • Ritmo di 34 giorni, relazionato all’attività intellettuale. 
  • Per conoscere la tua attuale situazione puoi calcolare i tuoi bioritmi iniziando dal giorno della tua nascita. L’osservazione quotidiana degli aspetti legati ad ognuno di questi ti daranno la riprova del modo in cui ti riguardano.


Esercizio 2

Scopri come oscilla il tuo animo:

  • Osserva il tuo stato d’animo in diversi momenti della giornata e prendine nota in un quaderno di lavoro.
  • Puoi scegliere a priori i momenti della giornata in cui osservarti: ad esempio, al risveglio, a metà mattinata, dopo pranzo, a metà pomeriggio, la sera.
  • Porta con te questo diario per un certo periodo, ad esempio per due o tre settimane, anche per un mese.
  • Alla fine di questo periodo osserva se c’è un certo modello che indica o ti fa scoprire come funziona il tuo ritmo emozionale.


Esercizio 3

Rompi un ciclo negativo:

  • La chiave per spezzare un ritmo negativo si trova nella coscienza e nella volontà.
  • Scegli una difficoltà con cui hai a che fare abitualmente: con te stesso, nelle tue relazioni con gli altri, problematiche esterne che ti disturbano periodicamente. 
  • Ricorda per lo meno 2 o 3 occasioni in modo da poter fare una previa analisi ed in ognuna di queste cerca di ricordare come si scatenò la situazione: qual’era il tuo atteggiamento, che disturbo nacque in te, quale fu la tua risposta, quale fu la tua reazione di fronte a queste situazioni. 
  • Il tuo ritmo cambierà se cambiano i tuoi soliti modelli di comportamento, creando così un effetto differente; ad esempio, cambiando il tuo atteggiamento oppure, in ogni caso, rispondendo in un “altro” modo .
  • Per riuscirci innanzitutto devi stare in allerta per scoprire il momento giusto in cui provocare il cambiamento, e con la tua volontà sopprimere l’impulso che ti fa  agire come al solito, il che servirebbe solo a mantenere il ritmo negativo che aveva già creato prima.
  • Se riesci a mantenere il tuo cambiamento, romperai il ritmo conflittuale. Se ti dimentichi, o lasci correre certe situazioni reagendo ‘come al solito’ non potrai riuscirai: ricordati che ‘una rondine non fa primavera’, e per creare un nuovo ritmo devi mantenere il nuovo comportamento fino a quando non diventa una tua costante che ti farà capire di averlo raggiunto. 
  • Ad esempio, una coppia che discute tutte le domeniche pomeriggio…oppure ogni volta che uno dei figli si ammala…o ogni volta che chiama o vi viene a trovarti una certa persona…
  • Quando periodicamente menti a te stesso o perdi soldi…o abusano del tuo tempo…
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